lunedì 21 dicembre 2009

L'eco del gusto recensito su Chef di cucina magazine

Pubblicato da Bloggy73 a 17:23


Lo staff del BLOG de L'eco del gusto, il bel romanzo di Emanuele Lombardo ambientato in Sicilia negli anni della seconda guerra mondiale, ha l'onore di comunicare ai visitatori la comparsa online di una nuova recensione.
Oggi, 21 dicembre 2009, la giovane e dinamica rivista online Chefdicucina Magazine.COM ha dedicato un ampio spazio in home page a una recensione di questo bel libro da leggere tutto d'un fiato.
La redazione ha anche ritenuto di pubblicare alcune fotografie tratte dal portale del romanzo che contribuiscono a descrivere l'atmosfera del libro.
Chi volesse visitare la pagina della recensione può visitare questo link.

Di seguito riportiamo il testo della recensione, per la quale ringraziamo la redazione di Chefdicucina Magazine.COM.

Prendendone una in mano si sentì sfiorare le dita dalle carezze leggere con cui le donne l’avevano impastata. Ne toccò la superficie con le labbra e quella, calda e ruvida, gli lasciò, come un bacio, un velo di farina sulla bocca.
Infine l’addentò e chiuse gli occhi.

L’eco del gusto è molto più che un bel romanzo da leggere tutto d’un fiato: è un’avventura, è un viaggio, è un profumo che si fa racconto. L'idea che ne ispira la trama è tanto semplice quanto originale e affascinante. Il protagonista, Jean de Longville (belga) è affetto da sinestesia. A causa di questa condizione le percezioni dei suoi cinque sensi s’incrociano e si mescolano: Jean è capace di vedere i sapori e di ascoltare gli odori. Quello che per gli altri è soltanto un piatto rustico per lui è una forma di teatro. Tanto armonioso è il profumo che Jean percepisce con il naso, tanto melodiosa è la musica che egli ascolta con le orecchie.

Jean era un artista della gastronomia, che pennellava con i suoni e con il gusto dei cibi. E siccome nessun artista può rinunciare a esprimersi, ma la sua arte era invisibile, chiusa all’interno della sua mente, Jean imparò a narrarla: mangiare insieme a lui diventò una poesia. Nella sua voce si ammiravano i colori dei paesaggi che solo lui vedeva e i suoi versi si potevano toccare, incarnati dal cibo sulla tavola.

Quando però il destino lo porta ad affrontare la guerra, col suo carico assurdo di morte e di distruzione, la sua speciale sensibilità si rivela una condanna a un’angoscia profonda.

Il gusto amaro della guerra, Jean lo sentiva davvero, in bocca; il tanfo dei cadaveri, lui lo ascoltava, come un gemito angosciante.

È un mondo cieco, divorato dall’odio, quello in cui Jean è costretto a combattere.
Eppure, dopo aver conosciuto il volto più meschino dell’Umanità, è proprio lì che riscopre, nel gusto rustico e avvolgente di un semplice piatto di ricotta, la dignità e l’amore di cui l’Umanità è capace.
Dallo stile gradevole e moderno, L’eco del gusto è un romanzo scorrevole, che trascina in un'atmosfera arcaica e romantica, piena di fascino. Davvero un libro che si fa ricordare.

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